La provincia di Vercelli alla Bonino: senza soldi chiudiamo a fine mese

I servizi sostutivi delle linee Santhià – Romagnano Sesia e Vercelli – Casale Monferrato saranno sospesi il prossimo 31 gennaio se non verranno erogati i fondi necessari

Con una lettera accorata, l’assessore ai trasporti Angelo Dago e il presidente Carlo Riva Vercellotti, della provincia di Vercelli, si rivolgono alla Regione Piemonte e chiedono un intervento urgente. Lo scorso 28 dicembre la Regione ha trasferito la competenza del servizio alla Provincia. Ma alla delibera non ha ancora fatto seguito la definizione dei budget e delle risorse disponibili.
Nel frattempo l’Associazione Temporanea di Imprese che si occupa delle due linee ha fatto sapere che, in mancanza di una definizione contrattuale, interromperà il servizio a partire dal prossimo 1 febbraio.
Leggi il comunicato originale della provincia
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Treni, le dieci linee peggiori d’Italia. Legambiente: “Emergenza nazionale”

abbiamo vinto il bronzo!
articolo tratto da ilfattoquotidiano.it

L’organizzazione ambientalista presenterà il rapporto “Pendolaria” il 18 dicembre, giornata di mobilitazione nazionale. Prima nella classifica del disservizio la Circumvesuviana, seguita dalla Roma-Viterbo e dalla Pinerolo-Torre Pellice

Tagli, riduzione delle corse e disservizi, ritardi orari e lentezza, senza contare il sovraffollamento e l’aumento dei biglietti. Questi i problemi che affliggono il trasporto ferroviario, in particolare quello dedicato ai pendolari, e che hanno portato Legambiente a lanciare una giornata di mobilitazione per il 18 dicembre contro “i soliti vecchi treni”, nell’ambito della sesta campagna denominata ‘Pendolaria’, in cui viene proposta una mappa delle tratte peggiori d’Italia. Mappa che vede in testa la Circumvesuviana a Napoli, seguita da Roma-Viterbo, Pinerolo-Torre Pellice, Padova-Venezia Mestre, Genova Voltri-Genova Nervi, Palermo-Messina, Viareggio-Firenze, Stradella-Milano, Bologna-Ravenna, Potenza-Salerno.

Per Legambiente “i pendolari sono stati abbandonati da governo e regioni”. Quest’anno “a fronte di tagli del servizio e aumenti del prezzo dei biglietti in diverse regioni, i disagi del trasporto pubblico su ferro sono aumentati”. Tanto che il vicepresidente di Legambiente, Edoardo Zanchini, parla di “una vera e propria emergenza nazionale”, per “i treni dedicati ai pendolari, di cui nessuno sembra intenzionato a occuparsi. Autentici drammi giornalieri si vivono sulle linee del Lazio, della Campania, del Veneto”. Tra i dati del rapporto – che sarà presentato il 18 dicembre nell’ambito della campagna di Legambiente dedicata alla mobilità sostenibile e ai diritti di chi ogni giorno si sposta in treno – emerge che “nel triennio 2010-2012 la media delle risorse stanziate è diminuita del 22% rispetto al 2007-2009. Nenche il governo Monti fornisce certezze per il futuro del trasporto pendolare in Italia. E per il prossimo anno i fondi per il trasporto pendolare sono destinati ancora a ridursi”.

Quest’anno i tagli ai servizi in Campania hanno toccato “il 90% sulla Napoli-Avellino e il 40% sulla Circumvesuviana. Sono stati del 15% in Puglia e del 10% in Abruzzo, Calabria, Campania e Liguria. Sono state chiuse 12 linee in tutto il Piemonte, in Abruzzo e in Molise definitivamente soppressi i treni della linea Pescara-Napoli. Con il nuovo cambio d’orario vengono soppressi tutti i treni tra Sibari e Taranto, sostituiti con autobus”. Intanto il prezzo del biglietto in Toscana è “cresciuto del 20%, nel Lazio 15% e in Liguria del 10% per il biglietto semplice e del 5% per gli abbonamenti mentre è previsto un’ulteriore maggiorazione del 3% per il 2013”. Aumenti che si vanno a sommare a quelli del 2011, come in Lombardia dove le tariffe erano già state incrementate del 23,4% l’anno passato.

I Valdesi scrivono alla Regione Piemonte

Lettera aperta della Moderatora della Tavola Valdese Maria Bonafede all’assessore ai trasporti della Regione Piemonte Barbara Bonino

Egregia assessore,

con la presente vorrei esprimerle, a nome della Tavola Valdese, la più viva preoccupazione per la situazione della ferrovia che collega Torino con la Val Pellice.

Il rischio di vederla abolire ci preoccupa molto.

Come Lei certamente sa la Chiesa Valdese ha a Torre Pellice la sua sede storica, ricca di storia, di luoghi visitati ogni anno da centinaia di persone provenienti da ogni parte d’Europa e del mondo, oltre che da cittadine e cittadini italiani che ci visitano per molte ragioni.

Per fare solo un esempio, il nostro Sinodo si svolge nell’ultima settimana di agosto e intorno a quest’evento che già da solo vede circa trecento persone stabili, c’è nell’arco di quella settimana un movimento intorno alle mille persone che ci visitano da mote parti d’Italia e che adoperano la ferrovia come il mezzo di trasporto più economico, più ecologico e più pratico per la tratta Torino-Torre Pellice.

La prego di considerare, Signora Assessore, non soltanto evidentemente per gli eventi segnalati, ma anche e soprattutto per il peggioramento delle condizioni lavorative e della qualità della vita dei residenti, che l’eventuale decisione di sopprimere la ferrovia sarebbe grave e comporterebbe, anche per la Regione, un danno di immagine rilevante in un’Europa che da questo punto di vista da decenni si impegna in tutt’altra direzione con un servizio ferroviario capillare che davvero offre un’alternativa praticabile all’utilizzo dei mezzi su ruote, soprattutto nelle grandi periferie degli importanti centri urbani, in situazioni molto simili a quella della Tratta Torino/Pinerolo/Torre Pellice.

L’intasamento del traffico stradale destinato a crescere a dismisura, porterebbe ad aggiungere il movimento, con conseguente inquinamento, di circa sessanta autobus sostitutivi quotidiani tra Torre Pellice e Pinerolo.

Certa dell’attenzione che vorrà dare a questa segnalazione,
La saluto con viva cordialità
Per la Tavola Valdese
La Moderatora
Maria Bonafede